Thursday, May 04, 2006

Moggi, Pairetto e quelle designazioni «su ordinazione»

Arbitri & telefonate. È bufera nel calcio

ROMA — Telefonate continue, rapporti strettissimi, richieste di vario genere. Si parla molto di arbitri, nelle intercettazioni telefoniche della procura di Torino— i cui brani più emblematici potete leggere qui — soprattutto tra Luciano Moggi, direttore generale della Juventus, e Pierluigi Pairetto, designatore arbitrale sino al campionato scorso assieme a Paolo Bergamo. E un po’ anche tra Antonio Giraudo, a.d. bianconero, e lo stesso Moggi. Ma si parla abbastanza, e in che termini..., anche del presidente della Federcalcio Franco Carraro, verso il quale uno dei suoi vice Innocenzo Mazzini usa a volte espressioni irriferibili (e che hanno scatenato la giustificata ira di Carraro). E poi di mercato tra Moggi senior e Moggi junior, Alessandro, gran capo della Geae indagato dalla procura di Roma. Una sorta di «furbetti del quartierino calcistico».
Va ricordato che nulla di penalmente rilevante viene fuori da questi voluminosi dossier: nei mesi scorsi la stessa procura torinese ha archiviato l’inchiesta che aveva portato all’iscrizione di Moggi e Pairetto nel registro degli indagati. Allo stesso modo, va spiegato che quando Moggi sollecita Pairetto a mandare Cassarà a Messina, Rocchi a Livorno e Pieri al Trofeo Berlusconi, fa riferimento a partite amichevoli della Juventus (tutte giocate ad agosto 2004) e non gare ufficiali. Tuttavia, il tipo di richiesta e la prontezza con cui viene accolta lasciano sgomenti: perché quelle «pressioni» anche per impegni di preparazione al campionato? Quali sono i veri motivi che spingono Moggi a chiedere certi arbitri piuttosto che altri anche ad agosto, a un mese dall’inizio del campionato?
Su tutto questo ha aperto un filone d’inchiesta l’Ufficio indagini della Federcalcio per cercare di individuare colpe ed eventuali responsabili. Via Allegri ha tenuto a sottolineare, l’altro giorno, che dai fascicoli non emergononemmeno fatti per i quali ipotizzare un illecito sportivo. Ma su questo fronte potrebbero arrivare sorprese nelle prossime settimane dalla procura di Roma: i pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia hanno cominciato a sfogliare tutto il capitolo che riguarda Moggi padre e figlio e la Gea. I due magistrati romani stanno indagando da mesi sulla società che fa capo ad Alessandro Moggi, per ora l’unico sotto inchiesta. Se le carte inviate dal pmdi Torino Raffaele Guariniello dovessero «intrecciarsi» e rinforzare quanto già acquisito da Palamara e Palaia, l’ipotesi della frode sportiva potrebbe essere presa di nuovo in considerazione.

Tuesday, May 02, 2006

Tiscali Sport: Due diversi filoni di indagine scuotono il mondo del pallone.

Le procure di Roma e Torino sono alle prese l'una con l'inchiesta sulla Gea di Alessandro Moggi, l'altra con intercettazioni telefoniche che coinvolgerebbero arbitri e un non meglio precisato dirigente di "una squadra torinese militante in serie A".
Nella Capitale sono le dichiarazioni di Stefano Argilli, rilasciate al quotidiano Avvenire, ad alimentare l'inchiesta sulla società di procuratori sportivi presieduta da Alessandro Moggi, figlio del direttore generale della Juventus. L'ex capitano del Siena ha attaccato la Gea e Luciano Moggi senza mezzi termini: "Quello che è mostruoso nell'organizzazione di Moggi è il conflitto di interessi che si crea", si legge nelle pagine di Avvenire. "Se all'interno di un club sia il ds che il tecnico sono della Gea, è normale che sul mercato acquistino solo ed esclusivamente giocatori della loro scuderia", continua Argilli che infine aggiunge: "La Gea ha grande potere sui giocatori e le società di medio-basso livello. Chi ne è fuori deve arrangiarsi".
I Pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, titolari dell'inchiesta sulla Gea, sono quindi intenzionati ad ascoltare il giocatore come persona informata sui fatti. Da tempo i magistrati romani, che procedono per "illecita concorrenza con minaccia o violenza" da parte della Gea e del suo legale rappresentante Alessandro Moggi, stanno analizzando le cessioni di alcuni calciatori che militavano nel Perugia dell'ex patron Luciano Gaucci, come Blasi, Baiocco, Tedesco, Gatti e Liverani. Proprio da una denuncia di Gaucci, resosi irreperibile a febbraio, era partita l'inchiesta tuttora in corso.
Dagli illeciti di calcio mercato ai presunti favori arbitrali. L'inchiesta torinese è cominciata grazie ad alcune imbarazzanti intercettazioni telefoniche riferite alla scorsa stagione calcistica. I protagonisti delle conversazioni sotto accusa sarebbero famosi dirigenti federali e di club, ma anche del mondo arbitrale.
Gli atti sono stati prontamente coperti dal segreto istruttorio e quindi le indiscrezioni trapelate sono quanto mai vaghe, ma di certo si sa che il pm torinese Raffaele Guariniello ha spedito tre plichi decisamente scottanti: uno è al presidente della Federcalcio, Carraro e l'altro al generale Italo Pappa, capo dell'Ufficio Indagini della federazione nonché ufficiale della Guardia di Finanza (in pratica è il "numero due"). Un terzo plico ha invece come destinatario la sede del quartier generale dell'Uefa in Svizzera.
Guariniello ha informato i tre organismi di quanto ha appreso mentre stava indagando nel processo per frode sportiva a carico della Juventus, inchiesta per la quale ha appena presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione in appello di Riccardo Agricola e Antonio Giraudo, rispettivamente medico sociale e ad della Juventus.
Una delle telefonate più scottanti riguarderebbe una partita di Coppa della stagione 2004/2005 nella quale era impegnata una squadra italiana. L'arbitro di questo incontro sarebbe stato al centro della conversazione fra due famosi dirigenti, uno dei quali risiede a Torino, da qui l'intervento della procura del capoluogo piemontese. I termini di questa conversazione sarebbero stati particolarmente compromettenti e la sensazione è che si sia solo all'inizio di una nuova patata bollente per Franco Carraro. Un nuovo scandalo nel mondo calcistico italiano rischia di turbare la marcia di avvicinamento della Nazionale di Lippi ai Mondiali di Germania e anche di allontanare la candidatura dell'Italia per gli Europei 2012, manifestazione che vede in lizza oltre al nostro Paese anche Polonia-Ucraina e Ungheria-Croazia.

sprots.it: Caso Gea: la Procura di Roma vuole sentire Argilli

02 05 2006
I magistrati della Procura di Roma sentiranno il giocatore del Livorno Argilli in merito alle sue dichiarazioni rilasciate ad Avvenire in cui parlava dei rapporti Gea-Siena e delle presunte "combine" di ben sei sfide Juve-Siena. Argilli sarà sentito come persona informata dei fatti.

I Pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, stanno investigando su "illecita concorrenza con minaccia o violenza" da parte della Gea e del suo rappresentante Alessandro Moggi.

Castellani: `Argilli ha rotto muro di omerta``

Milano, 2 maggio - Proseguono le polemiche legate all`intervista di Stefano Argilli all`Avvenire. La `bandiera` del Siena, ora al Livorno ha dichiarato che `A Siena comanda Moggi` rincarando poi la dose domenica pomeriggio commentando il 3-0 della Juventus sulla squadra senese: `E` normale, il Siena ha sempre perso con i bianconeri`.

Il silenzio stampa ha evitato le repliche del club torinese, ma non quelle del tecnico dei toscani Luigi De Canio, che ha dato dello `scorretto` al giocatore. Ora a parlare e` Massimiliano Castellani, giornalista autore dell`intervista a Argilli pubblicata sull`Avvenire di domenica scorsa: `Lui non ha fatto nulla di eccezionale, ha semplicemente rotto per un attimo il muro di omerta` che spesso avvolge il mondo del calcio. E non e` in cerca di visibilita` come ha detto il presidente del Siena`.

Poi ha aggiunto: `Se molti giocatori cominciassero a dire quello che ha detto Argilli, cioe` dire no a questo sistema le cose cambierebbero. L`anno scorso era in scadenza di contratto, da 9 anni al Siena, aveva segnato anche il gol della salvezza e i tifosi premevano per il rinnovo immediato da parte della societa`, ma la societa` non glielo voleva fare. Non e` stato De Canio, non e` stato Perinetti, poi si e` saputo che fu Luciano Moggi a non volerlo`.
(S. De Rossi, DTS)
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Monday, May 01, 2006

il giornale: Argilli: «Club in mano alla Gea». De Canio: «Me ne vado»

di Stefano Tesi

Siena - Stefano Argilli non torna indietro. Dopo l'intervista pubblicata ieri sull'Avvenire e Il manifesto, in cui il difensore del Livorno rivelava la sua convinzione che il suo allontanamento da Siena fosse dovuto all'amministratore delegato della Juventus Luciano Moggi, a margine della sfida di San Siro con il Milan ribadisce le sue idee. «Ho soltanto raccontato la mia storia personale e quello che succede a Siena. Secondo me, nel mercato della società toscana c'è la mano di Moggi».

Poi, incalzato dai giornalisti, ha commentato il risultato di Siena-Juventus con una buona dose di sarcasmo. «Non sono sorpreso dallo 0-3, i bianconeri hanno sempre vinto a Siena negli ultimi anni e hanno dimostrato ancora di essere nettamente superiori». Poi commenta le parole del suo ex allenatore De Canio che lo ha definito "scorretto". «Di lui preferisco non parlare, ma la scorsa stagione a Siena ho disputato una delle migliori annate della mia carriera».
Anche per queste dichiarazioni, il clima a Siena è elettrico per via di una salvezza raggiunta nel giorno di un'umiliante sconfitta, di una pesante contestazione nei confronti della squadra e del tecnico Gigi De Canio. «Argilli? È scorretto, hanno fatto bene a non confermarlo l'anno scorso, quando tentò di ricattare la società per aver realizzato il gol della salvezza, aizzandoci contro i tifosi. Le sue sono solo insinuazioni. I cori contro di me? In Italia mai nessuno è contento, anche i tifosi della Juve a volte si lamentano. Quanto a oggi, se vai sotto 3-0 in pochi minuti, la partita finisce prima di cominciare. Comunque, il mio rapporto con il Siena finisce qui». Dimissioni in diretta, divorzio da una città che non lo ha mai amato e che dopo la sconfitta di ieri lo ha insultato.
Chi cerca invece di ironizzare sulla vicenda e sulle parole dell'ex è il presidente De Luca: «Quanto ha dichiarato Argilli è farneticante, forse cercava un po' di visibilità, ma non penso ad azioni di alcun tipo nei suoi confronti, lui era una nostra bandiera. Visto però che il Siena è mio e che io alla fine ripiano le perdite, sarei ben lieto se la Gea pagasse le spese al posto mio.
I tifosi sono ingenerosi: siamo al quarto miracolo in serie A. Qualche volta bisognerebbe sapersi accontentare». Lo stanzone della Juventus resta in silenzio.

tg5.com: Moggi e la Gea,il veleno di Argilli

"Nel Siena con la Juve ho sempre perso"

Se nell'ultima settimana a tenere banco sono stati i sospetti sui possibili favori del Siena alla Juve per i molti giocatori toscani legati alla Gea, a gettare benzina sul fuoco ci pensa Stefano Argilli, ex capitano della squadra di De Canio. "Moggi controlla tutto il mercato, per chi non fa parte del suo giro è dura - ha detto ad "Avvenire" - Combine? Con il Siena ho affrontato la Juve sei volte e abbiamo sempre perso...".

Non ha peli sulla lingua Stefano Argilli. Lui, bandiera storica del Siena, che in maglia bianconera ha vissuto il doppio salto dalla C1 alla A, non avrebbe mai pensato di dover "cambiare aria". "La decisione non è dipesa da De Canio nè dal ds Perinetti - racconta dalle colonne dell' "Avvenire" - quanto invece dalla Gea. E precisamente dal signor Luciano Moggi. E' lui a fare il mercato del Siena e non solo. Lo sanno tutti che la sua Gea ha le mani in pasta un po' ovunque. Del resto al calcio italiano evidentemente fa comodo un accentratore. Quello che è mostruoso nell'organizzazione di Moggi è il conflitto di interessi che si crea. Se all'interno di un club sia il ds che il tecnico sono della Gea, è normale che sul mercato acquistino solo ed esclusivamente giocatori della loro scuderia".

Una situazione che inevitabilmente complica la vita a chi del "giro" non fa parte. "La Gea ha grande potere sui giocatori e le società di medio-basso livello. Chi ne è fuori deve arrangiarsi e cercare di disputare grandi campionati per emergere". Poi, sulla possibilità di "favori" da parte del Siena alla Juve, Argilli aggiunge: "Credo che un ragazzo di 20 anni, nato e cresciuto nella Juve, a livello psicologico la viva male questa partita. Il fatto che il Siena abbia detto che se la giocherà è un segnale importante, ma non penso che basti... Col Siena ho affrontato la Juve sei volte: quattro in campionato e due in Coppa Italia e abbiamo sempre perso...". Chi ha orecchie per intendere, intenda.

calciotoscano.it: Siena-Juventus, i soliti sospetti. De Canio frena:“Non ne parliamo più”

E’ iniziata subito all’insegna delle polemiche la settimana che porta all’importante sfida tra Siena e Juventus, un match fondamentale per i rispettivi obiettivi di scudetto e salvezza. L’amicizia tra le società, i tanti giocatori juventini in prestito a Siena, l’appartenenza di De Canio alla Gea, il tutto per un mix di illazioni e sospetti. La società e il tecnico bianconero (nella foto Massimiliano Pratelli) si tirano subito fuori dal “gioco al massacro”:“Non parleremo più di questo aspetto, non daremo più peso a certi discorsi”.

Siena a sei punti dalla zona retrocessione, Juventus con soli tre punti di vantaggio sul Milan. Il tutto a tre giornate dalla fine di un lungo ed estenuante campionato. E domenica prossima c’è Siena-Juventus, un incrocio pericoloso sulla strada dei rispettivi obiettivi delle due società: scudetto e salvezza. Il caso ha voluto che il calendario proponesse proprio questa partita, un match che già da qualche giorno ha fatto scatenare gli “esperti del sospetto”. Tanti i motivi di vicinanza tra le società bianconere: l’amicizia mai celata tra le due dirigenze (Perinetti ha lavorato a Torino ed è grande amico di Moggi ndr), il tecnico senese De Canio appartiene alla Gea e ci sono moltissimi giocatori di proprietà della Juventus in prestito in Toscana (Mirante, Tudor, Gastaldello, Legrottaglie, Paro, Volpato, Guzman, Molinaro e i tecnici Conte, Ventrone e il ds Perinetti ndr). Il Siena, però, non ci sta e “sogna” un pomeriggio da guastafeste: primo per festeggiare in casa la salvezza, secondo perché non è bello sentirsi dare dei perdenti certi per motivi extracalcistici. Per questo e per cercare di tenere lontana la squadra da polemiche che non le appartengono, la dirigenza e il mister De Canio hanno deciso di evitare l’argomento e di parlare solo degli aspetti tecnici di una sfida, comunque difficile e da affrontare contro ogni pronostico. “Non parleremo più di questo aspetto, già sabato dopo la partita mi sono un po’ infuriato per alcune illazioni che ritengo offensive, quindi con Perinetti abbiamo deciso di non dar peso a questi discorsi, di non rispondere a questo tipo di domande e di parlare della partita solo in chiave tecnico-tattica”. Queste le parole del tecnico bianconero De Canio che hanno chiuso, almeno sul lato Siena, il discorso dei “soliti sospetti”.

Aggiornato 26 Apr 2006 - 11:25 Scritto da Francesco Di Costanzo

calcioblog.it:: Alessandro, figlio di Luciano, fece una palla di pelle di GEA... II parte

II parte della storia infinita... Scopo della GEA non è solamente assicurare una carriera sportiva di rilievo all'assistito, ma anche di provvedere all'eventuale sbocco professionale una volta appese le "scarpette al chiodo". Altre attività promosse vanno dall'organizzazione di eventi sportivi, alla stipulazione di assicurazioni e convenzioni di vario tipo.

Contro la società di Moggi junior, si schiera l'ex presidente dell'Ancona, Ermanno Pieroni imputato in sette inchieste tra Ancona e Taranto per bancarotta e truffa allo stato.

“Ho vissuto in un calcio corrotto, ma ho fatto il dieci per cento di quello che ho visto, a tutti i livelli" afferma Pieroni. “Se devo ricostruire chi me l’ha fatta pagare, Moggi è in cima ai pensieri. Riesce a controllare attraverso suoi uomini otto squadre di serie A”.

"La Gea è riuscita a far cacciare Gigi Simoni, un gentiluomo del calcio italiano, per mettere in panchina un suo assistito, Luigi De Canio. Simoni si è sempre rifiutato di entrare nel parco Gea e ora paga. Moggi, sa, è riuscito a far litigare lo storico direttore sportivo del Siena, Nelso Ricci, con il presidente De Luca: la storia del rinnovo del contratto del brasiliano Taddei. Quindi, ha piazzato al suo posto il fido Perinetti, uno che di Moggi conosce tutti i segreti. Sono pronto a scommettere: Taddei a giugno finisce alla Juventus o alla Roma (mizzeca!!!)".

A qualche tempo fa risale l'indagine per “illecita concorrenza con minaccia o violenza” denunciata da calciatori e procuratori. Vogliamo parlare della percuisizione effettuata dalla Guardia di Finanza nella sede della società? Annunciata con largo, anzi larghisssssimo anticipo, ha permesso alle povere vittime di questo ingiurioso abuso, di "sistemare" documenti, carte, contratti nel migliore dei modi... o nel migliore dei Moggi?

calcioblog.it: Alessandro, figlio di Luciano, fece una palla di pelle di GEA... I parte

Forse avrei dovuto intitolare questo articolo Moggi & Son s.r.l., ma in fin dei conti è la sostanza la cosa che conta, o forse no? Il calcio, si sa, è ormai un business senza confini. Partite sette giorni su sette, calciatori che sponsorizzano yogurt, matrimoni da sultani che durano poco più di un girone di Champions. In Italia, parte rilevante di questo giro di bigliettoni filigranati, è gestito da una certa Gea World.

Ma chi saranno mai? Trattasi di società nata nel 2001 dalla fusione della General Athletic fondata da Andrea Cragnotti e da Francesca Tanzi (cognomi noti mi pare) con la Football Management di Alessandro Moggi. Tra gli azionisti altri nomi illustri quali Franco Zavaglia (ex procuratore di Totti) e Chiara Geronzi figlia di Mr. Capitalia e giornalista del Tg5. Lavora attivamente a questo progetto anche un altro figlio d'arte, tale Davide Lippi (il papà non si chiama Claudio).

Fin qui niente di strano. Ma con il passare del tempo, il numero degli assistiti è cresciuto a dismisura creando non poche difficoltà ai procuratori cosiddetti indipendenti. Partirono così le prime denunce all'Antitrust.

Si accusava la GEA di essere in posizione dominante e di poter influenzare partite e risultati, per non parlare di un presunto conflitto d’interessi tra figli procuratori che trattano con genitori allenatori o manager. La commissione della Federcalcio stabilì che l'attività intermediaria della Gea era perfettamente regolare. Ebbene si.

To be continued...

resto del carlino: Gaucci: 'Sarò in Italia entro luglio'

Perugia, 13 aprile 2006 - Ha annunciato il suo ritorno in Italia entro luglio l'ex presidente del Perugia, Luciano Gaucci, ancora latitante a Santo Domingo, mentre i figli Alessandro e Riccardo sono agli arresti domiciliari per il crac del club umbro.

"Stanno maturando le condizioni affinche' io possa rientrare - ha detto Gaucci raggiunto al telefono dall'Italpress -, entro tre mesi tornero', anche se la situazione sara' cambiata visto che con la vittoria di Prodi alle elezioni si prospettano tempi duri per molti, compresa per la Gea che controlla i principali giocatori e allenatori, ma soprattutto tutti gli arbitri".

L'attacco alla Gea non poteva mancare, ma Gaucci ne ha anche per altre societa' a cominciare dalla Juventus. "E' ora di voltare pagina anche nel calcio - spiega l'ex patron del Perugia da Santo Domingo -. Cambieranno molte cose, ci siamo stancati di vedere la Juventus vincere i campionati a mani basse, visto che e' una squadra che e' capace di praticare solo il gioco duro, un gioco che in Italia gli arbitri gli le consentono di praticare, all'estero non succede e la prova e' stata in Champions League, dove le espulsioni per i bianconeri sono fioccate".

raisposrt: Gea:da Pm ex legale figlio Gheddafi

Inchiesta vede indagato presidente societa'Alessandro Moggi

24 marzo 2006 - Giovanni Guaglianone e' in procura a Roma, dove viene ascoltato come testimone nell' ambito dell' inchiesta sulla Gea. Condotta dai pubblici ministeri Luca Palamara e Cristina Palaia, l'inchiesta vede indagato Alessandro Moggi. Guaglianone, che in passato ha avuto rapporti con la famiglia Gaucci, era il legale di Saadi Gheddafi, figlio del leader libico, per un breve periodo giocatore del Perugia. Guaglianone lo difese nel corso del procedimento per doping.

calcio.com: Caso Gea, il laziale Liverani sentito in Procura

Serie A: Caso Gea, il laziale Liverani sentito in Procura
a cura di redazione 24/03/2006
Il giocatore laziale Fabio Liverani è stato convocato dalla Procura di Roma nell`ambito dell`inchiesta Gea.

Il centrocampista è stato convocato come persona informata sui fatti nell`ambito dell`inchiesta, di cui sono titolari i Pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, sulla società di procura sportiva Gea. Sempre oggi verrà sentito anche l`avvocato di Luciano Gaucci, Giovanni Guaglianone.

I magistrati intendono verificare quanto dichiarato da Santo Domingo l`ex patron del Perugia Calcio: "Per la vendita di Liverani alla Lazio di Cragnotti, padrone della Cirio, un affare da 25 miliardi di lire, sono stato costretto a pagare - aveva sostenuto Gaucci - il 15% alla Gea di Alessandro Moggi e Chiara Geronzi. Sono andato personalmente, accompagnato dal mio autista 4-5 volte nell`ufficio Gea al centro di Roma: ogni volta portavo con me una valigetta stipata di contanti. Alla fine, ho versato 3 miliardi e 750 milioni di lire in nero. Sono stato costretto, mi hanno puntato una pistola alla tempia: se non davo quei soldi alla Gea l`affare non si faceva. Sono stati loro a far crescere la valutazione di Liverani da 20 a 25 miliardi e poi hanno indicato loro la percentuale della mediazione: intrattabile. Cragnotti - aveva proseguito - neppure lo voleva Liverani".

L`indagine della procura di Roma vede indagato per il reato "illecita concorrenza con minaccia o violenza" il presidente della Gea Alessandro Moggi.
E stato anche Giovanni Guaglianone il legale di Saadi Gheddafi, figlio del leader libico, mentre era giocatore del Perugia. Guaglianone lo difese nel corso del procedimento per doping.

raisport: gaucci chiede i danni a geronzi

Richiesta a tribunale Roma anche per moglie e figlia Chiara

14 marzo 2006 - Luciano Gaucci ha chiesto 100 milioni di euro di danni morali e materiali a Cesare Geronzi in relazione all'attivita' del Perugia. L'ex presidente della societa' umbra, che vive a Santo Domingo ed e' ricercato nell'ambito dell'inchiesta dei pm perugini sul crac del sodalizio, ha presentato al tribunale civile di Roma una richiesta in tal senso che riguarda anche la moglie e la figlia Chiara, per la sua attivita' svolta nell'ambito della Gea. Udienza fissata il 30 maggio.

la stampa: la finanza a casa gea

La Finanza a casa Gea
Nel mirino i «perugini»
Moggi jr: «Atto dovuto, collaboriamo»
10/3/2006

ROMA. Luciano Gaucci, da Santo Domingo, non ha ancora fatto arrivare il memoriale (annunciato) con i passaggi chiave delle sue accuse contro il sistema calcio, Franco Carraro, Cesare Geronzi, la Fiorentina, Mazzone e la famiglia Moggi. Un dossier che i pm romani Luca Palamara e Maria Cristina Palaia aspettano per arricchire di documenti un’inchiesta sulla compravendita di giocatori del Perugia che, ieri, ha conosciuto un nuovo capitolo. Negli uffici romani della Gea World (società di intermediazione e procura sportiva con al vertice Alessandro Moggi) i militari della Guardia di Finanza hanno acquisito materiale relativo a diversi calciatori perugini al fine di verificare come siano state ottenute dalla Gea le loro procure.

L’ex patron del Perugia Calcio, Gaucci, dal ritiro dorato di Santo Domingo (il grande accusatore aveva annunciato che sarebbe rientrato in Italia per mettersi a disposizione della magistratura, ma al momento non è chiaro quando e se tornerà) nelle sue interviste del dopo crack del club umbro si era soffermato sul ruolo svolto proprio dalla Gea nelle trattative per la cessione dei suoi calciatori più in vista ad altre società. Nomi di giocatori le cui compravendite sono, adesso, finite nel mirino dei pm: ieri, la Guardia di Finanza ha avuto mandato di raccogliere materiale, fra l’altro, su Davide Baiocco che il 31 gennaio 2002 passò dal Perugia alla Juventus cambiando procuratore e affidandosi a Moggi jr, su Emanuele Blasi e Giovanni Tedesco.

L’inchiesta ha come obiettivo quello di verificare se esiste (o se è esistito) un abuso di posizione dominante da parte della stessa Gea e, come atto dovuto, nei mesi scorsi Alessandro Moggi è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di «illecita concorrenza con minaccia o violenza». Nel mandato «a largo spettro» con il quale i militari della Guardia di Finanza hanno bussato alla porta della sede della Gea World nella Capitale sarebbe finita anche la richiesta di acquisire documenti sulle cessioni di Salvatore Fresi, di Nicola Amoruso, di Marcelo Zalayeta, di Hidetoshi Nakata e Fabrizio Miccoli, tutti ex giocatori del Perugia nelle cui trattative di cessione è intervenuta la Gea. In un secondo tempo, i magistrati verificheranno il caso Liverani al centro di uno fra i passaggi più al veleno di Gaucci (l’ex patron del Perugia ha parlato di tre o quattro viaggi a Roma con valigette piene di soldi da consegnare alla Gea nell’affare che portò il centrocampista alla Lazio).

«Un atto dovuto, un passaggio atteso dell’inchiesta», fa sapere Alessandro Moggi in attesa di capire quando verrà interrogato dalla procura di Roma (Moggi jr ha da subito manifestato la volontà di recarsi dai pm per contribuire a fare chiarezza). I legali del presidente della Gea, gli avvocati Giulia Bongiorno e Paolo Rodella, parlano di «un’operazione che si è svolta con la piena collaborazione della Gea e con l’auspicio e la convinzione che un esame approfondito della documentazione, ora in possesso della Procura di Roma, contribuisca definitivamente a chiarire la posizione di Alessandro Moggi». Nelle prossime ore potrebbero essere proprio gli ex giocatori del Perugia a doversi presentare a Piazzale Clodio per raccontare ai pm i passaggi su cui Luciano Gaucci ha più volte annunciato di presentare un dettagliato dossier.

a partire da marzo 2006

Calcio - 09/03/2006 - 17:26
Perquisizioni nella sede romana della Gea

Militari della guardia di finanza stanno perquisendo la sede romana della Gea, società che si occupa di assistenza dei calciatori, nel quadro degli accertamenti della procura di Roma che vedono da tempo indagato Alessandro Moggi, presidente della società nonché figlio di Luciano, dg della Juventus. Il blitz è stato disposto dai pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia al fine di acquisire documentazione utile alle indagini, in particolare contratti di calciatori.

d'ora in poi si parla di gea

via

Thursday, June 30, 2005

cara rossella, se il prossimo anno...

il parma farà un solo punto in più della roma... dopo peraltro aver ceduto i suoi pezzi più pregiati, capirai come si fa calcio e anche ecomomia. hai avuto paura di gente che abbaia, sbagliando. quella gente non può permettersi di farlo troppo con Roma. non gli conviene. dal prossimo anno cambierai e cambieremo...

Wednesday, June 29, 2005

a baldini non piaceva zeman?

notizie che corrono: zeman e baldini vicini al parma...

zeman su rossella

“Da come parlano sembra che io sia sparito da un mese o che mi sia inventato tutto. Io sono stato contattato e ho parlato con Rosella Sensi e con Daniele Prade', abbiamo parlato del futuro della Roma e mi hanno chiesto tempo, perche' prima avrebbero dovuto risolvere alcune situazioni non sportive. Evidentemente queste situazioni non sono riusciti a risolverle (ride)". E poi continua: “Non ho voluto parlare con le altre squadre che mi cercavano perche' mi ero impegnato con la Roma. Loro mi avevano detto di attendere. Per me quindi non c'erano problemi, non parlavo perchè aspettavo la soluzione di queste situazioni...Poi, venerdì, dopo che ha firmato Spalletti, mi ha chiamato Prade' per comunicarmi la scelta fatta. Ha detto lui per correttezza...".

Monday, June 27, 2005

virga al palermo?

rossella, spiegaci il progetto... vuoi la roma giovane e forte e, dopo non aver preso zeman, dai il miglior giovane calciatore della roma di quest'anno al palermo? forse le cronache della giornata non ci hanno spiegato bene come è andata, spero...

rossella genuflessa

genuflessa alla curia del calcio italiano. abbiamo preso spalletti, un buon allenatore, diciamo il meno peggio tra quelli che erano stati offerti da chi fa girare il calcio. ma non è questo. il fatto è che zeman sarebbe stato il seme dell'entusiasmo per una roma che è costretta ad essere subalterna a questo mondo che non appartiene allo spirito autenticamente sportivo.

eppure, cara rossella, tu che potevi dare nuovo slancio al calcio, una presenza giovane, una donna tra tanti pezzi di... grosso regime, hai ceduto alla normalità, alla non sfida, alla non speranza, al fluttuare tra l'inconsistente.

ti sei astenuta. genuflessa ad una curia diversa e uguale a quella vaticana. le parole di zeman ai tifosi sono limpide, chiare, pulite, come nessuna vittoria può esserlo a queste condizioni. hai tempo per imparare, e questo blog accompagnerà le scelte delle roma, commentandole solitario nel mare della rete.

una zattera in questo mare c'è, e non importa che non l'hai afferrata oggi. le ginocchia della genuflessione faranno male, prima o poi, anche e soprattutto a chi la subisce. e noi speriamo, fiduciosi, ancora, che tu non sia stata protagonista di questa scelta, ma che lo diverrai per quelle future.

Saturday, June 18, 2005

lettera di zeman ai romanisti (da il romanista)

a poche ore dalla firma di spalletti come nuovo allenatore della roma, Zdenek Zeman scrive attraverso il romanista a tutti i suoi tifosi.

La Roma come tutti sanno ha scelto un nuovo allenatore, che spero possa regalare ai tifosi tutte le soddisfazioni che meritano. A loro attraverso questo giornale di comprovata fede giallorossa, è rivolto il mio saluto, un grande in bocca al lupo e un ringraziamento.
L'augurio è quello di poter gioire ottenendo i risultati sperati attraverso un calcio sano che li faccia divertire.
Il ringraziamento è d'obbligo per le tante manifestazioni di affetto, dirette o attraverso i volantini, che continuo a ricevere da chi avrebbe desiderato potessi tornare ad allenare la Roma. Era anche il mio fortissimo desiderio, purtroppo non è diventato realtà.
In questi anni pur allenando altrove ho sempre sentito vicino a me i tifosi della Roma. Il loro affetto e la loro stima mi riempono di orgoglio e mi lasciano una soddisfazione superiore a qualsiasi vittoria.
Grazie di cuore.

Zdenek Zeman